- Radici profonde in un territorio di confine
- Un paesaggio che incanta i sensi
- Architetture che narrano la fede e la storia
- Le frazioni: piccoli universi di autenticità
- Una rete di sentieri per ogni camminatore
- Tradizioni che pulsano di vita autentica
- La gastronomia: dove lago e terra si incontrano
- Un clima che coccola l’anima
- L’ambiente lacustre: un laboratorio di biodiversità
- Sostenibilità come stile di vita
- Un invito alla scoperta lenta
Nel cuore di una splendida insenatura sulle pendici della Motta Rossa, dove il torrente Erno disegna il suo delta nelle acque cristalline del Verbano, sorge Lesa: un borgo che custodisce l’essenza più autentica della vita lacustre italiana. Da qui, lo sguardo abbraccia un panorama mozzafiato che spazia da Belgirate a nord fino ad Arona a sud, mentre all’orizzonte si stagliano la costa lombarda e l’imponente rocca di Angera, creando un quadro di bellezza che muta con le ore e le stagioni.
Questo piccolo gioiello della provincia di Novara, posizionato nella porzione più settentrionale del territorio novarese, rappresenta molto più di una semplice destinazione turistica: è un invito a riscoprire il valore del tempo lento, della contemplazione e dell’armonia perfetta tra uomo e natura. Lesa è un borgo che non chiede di essere consumato, ma di essere vissuto con quella lentezza che permette di cogliere la poesia nascosta in ogni angolo, in ogni riflesso d’acqua, in ogni brezza che accarezza il lungolago.
Radici profonde in un territorio di confine
Le radici di Lesa affondano in epoche remote, quando già i Romani riconoscevano la bellezza strategica di questo luogo. Il primo documento che menziona il borgo risale al 998, ma la sua storia si intreccia con quella di grandi famiglie e personalità che hanno segnato il destino dell’Italia settentrionale.
Durante il Medioevo, Lesa acquisì una centralità sorprendente divenendo corte feudale dell’arcivescovo di Milano, per poi passare sotto il dominio dei Visconti e infine dei Borromeo. La sua importanza era tale da farne il capoluogo dei trentasei comuni del Vergante, un ruolo che testimonia quanto questo piccolo borgo fosse considerato strategicamente fondamentale nel controllo dei traffici lacustri e delle vie di comunicazione alpine.
Ma è tra Ottocento e Novecento che Lesa vive la sua stagione più poetica: durante il periodo del Grand Tour, scrittori, artisti e musicisti europei scelsero queste sponde come rifugio per l’anima, contribuendo a consolidare l’immagine di un luogo d’élite immerso in una natura silente e ispiratrice. Alessandro Manzoni visse qui nella Villa Stampa momenti cruciali della sua creatività, passeggiando fino a Stresa per incontrare l’amico filosofo Antonio Rosmini, mentre intellettuali como Giulio Carcano trovavano in questi panorami l’ispirazione per le loro opere.
Un paesaggio che incanta i sensi
Il territorio di Lesa si distingue per un profilo geometrico irregolare dove zone collinari si alternano a pianure alluvionali e paesaggi lacustri, creando quella luminosità e quel tepore specifici che rendono ogni momento perfetto per la quiete e la contemplazione. È un luogo dove la natura ha composto una sinfonia visiva che cambia continuamente eppure mantiene sempre la sua armonia profonda.
La vegetazione presenta un’inedita commistione tra specie alpine e mediterranee, favorita dalla particolare esposizione del lago che crea un microclima unico. Passeggiando tra i sentieri, si può ammirare come olivi e palme crescano accanto a faggi e castagneti, mentre azalee e rododendri colorano le colline con le loro fioriture spettacolari che hanno reso Lesa parte del distretto floricolo del Lago Maggiore.
Il Parco dei Lagoni di Mercurago, a breve distanza dal centro, custodisce un tesoro di biodiversità e memoria: quest’area naturale protetta conserva fauna, flora e testimonianze archeologiche dall’età del bronzo, offrendo percorsi immersivi in una natura selvaggia e incontaminata che racconta millenni di storia attraverso i suoi paesaggi.
Architetture che narrano la fede e la storia
Camminare per Lesa significa attraversare secoli di architettura sacra e civile che si integra perfettamente nel paesaggio lacustre. Ogni pietra racconta una storia, ogni campanile si erge come testimone silenzioso del passare dei secoli.
La Chiesa Parrocchiale di San Martino, già documentata nel 1224, si affaccia maestosa sul lungolago con la sua imponente struttura a tre navate e il campanile romanico che svetta verso il cielo. Questo edificio non è solo un luogo di culto, ma un vero punto di riferimento spirituale e artistico che testimonia la continuità storica e la ricchezza delle famiglie locali nei secoli passati. La sua posizione privilegiata la rende visibile da ogni punto del lago, come un faro spirituale che ha guidato generazioni di lesiani.
La piccola Chiesa di San Sebastiano, eretta poco distante dal centro tra il 1100 e il 1125, affascina per la sua semplicità romanica: la navata unica e la raffinata struttura del campanile creano un’atmosfera di raccoglimento intimo, mentre i preziosi affreschi del XV e XVI secolo testimoniano la fede e l’arte popolare che hanno sempre caratterizzato questa comunità.
Il Santuario della Madonna di Campagna, costruito tra XVII e XVIII secolo, rappresenta il barocco piemontese nella sua espressione più delicata. Le linee sobrie della facciata si completano con gli affreschi interni e il suggestivo portico a quattro colonne, mentre la cella campanaria conferisce all’insieme quella vocazione meditativa che rende ogni visita un momento di pace interiore.
I resti del “Castellaccio” si ergono come testimoni silenziosi del ruolo strategico che Lesa ha sempre avuto nel controllo dei traffici commerciali lacustri. Questa struttura medievale di avvistamento è rimasta nella memoria locale come simbolo di un’epoca in cui il borgo era snodo fondamentale delle comunicazioni attraverso il Verbano.
Le frazioni: piccoli universi di autenticità
Ogni frazione di Lesa possiede un’anima propria che contribuisce a creare il mosaico di identità che caratterizza questo territorio straordinario.
Solcio mantiene intatta la sua impronta di borgo di pescatori medievale, con il suggestivo porto storico che ancora oggi vede partire le barche all’alba per la pesca tradizionale del coregone. Qui si trova l’incubatoio ittico che produce annualmente 400.000 avannotti, simbolo concreto di come la tradizione possa sposarsi con la conservazione ambientale. Passeggiando per le sue vie strette, si respira ancora l’atmosfera di un tempo, quando la vita del borgo ruotava interamente attorno ai ritmi del lago e della pesca.
Comnago e Calogna, abbarbicate sui pendii boscosi, offrono panorami mozzafiato e rappresentano mete ideali per chi cerca il contatto diretto con la natura montana. Questi piccoli nuclei, immersi nei boschi di castagni e faggi, sono punti di partenza perfetti per escursioni che portano alla scoperta di antiche mulattiere, cappelle votive e punti panoramici che regalano scorci indimenticabili su tutto il bacino lacustre.
Villa Lesa, con le sue residenze storiche immerse in parchi centenari, custodisce la memoria del periodo d’oro del turismo d’élite, quando personalità illustri sceglievano questi luoghi per i loro soggiorni di ispirazione. La Sala Manzoniana, luogo di memoria letteraria sul lungolago, continua a ricordare la presenza del grande scrittore che qui trovò pace e ispirazione per le sue opere immortali.
Una rete di sentieri per ogni camminatore
Lesa offre una fitta rete di undici sentieri tracciati e segnalati che permettono di esplorare ogni sfaccettatura di questo territorio straordinario. Questi percorsi sono stati pensati non solo per gli escursionisti esperti, ma anche per le famiglie che desiderano vivere la natura in modo rispettoso e graduale.
Il “Sentiero del Varim” rappresenta forse l’esperienza più completa: questo percorso collega Lesa a Belgirate attraversando boschi secolari, antiche vie di comunicazione e terrazzamenti che testimoniano secoli di sapiente gestione del territorio. Camminando su queste tracce, si comprende come l’uomo abbia saputo integrarsi armoniosamente con l’ambiente naturale, creando paesaggi di bellezza e funzionalità.
L’antica via comunale per Calogna si snoda in ambienti naturali di grande fascino, attraversando castagneti dove in autunno il foliage crea spettacoli di colori indimenticabili. Questo sentiero è perfetto per chi desidera immergersi nel silenzio dei boschi, dove l’unico suono è quello dei propri passi sui sentieri di foglie secche e il canto degli uccelli che popolano queste aree protette.
Il progetto “Sentire e Sentieri” ha dotato molti di questi percorsi di 22 totem interattivi con QR code che permettono di accedere ad audioguide narranti storia, leggende e curiosità del territorio. È un esempio virtuoso di come la tecnologia possa arricchire l’esperienza di scoperta senza snaturare l’ambiente naturale.
Tradizioni che pulsano di vita autentica
A Lesa le tradizioni non sono spettacolo per turisti, ma linfa vitale di una comunità che mantiene vive le proprie radici pur guardando al futuro. Il calendario delle manifestazioni tradizionali scandisce l’anno con appuntamenti che coinvolgono tutta la popolazione e accolgono calorosamente i visitatori.
La Sagra estiva del pesce celebra la tradizione peschereccia che da secoli caratterizza la vita economica e sociale del borgo. Durante questi giorni, il lungolago si trasforma in un grande convivio all’aperto dove si possono degustare le specialità lacustri preparate secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Il coregone, il persico e le alborelle “in carpione” diventano protagonisti di una festa che unisce sapori, tradizioni e socialità.
La benedizione delle barche rappresenta uno dei momenti più toccanti dell’anno: quando il parroco benedice le imbarcazioni dei pescatori, si rinnova un rito che affonda le radici nella religiosità popolare e nella consapevolezza di quanto il lago sia centrale nella vita della comunità. È un momento che commuove anche i visitatori, testimoniando la profondità spirituale che caratterizza questi luoghi.
Le serate di tombolate e spettacoli pirotecnici animano l’estate lesiana con eventi che coinvolgono tutte le generazioni. Le piazze e il lungolago si riempiono di famiglie locali e turisti che partecipano con spontaneità a questi momenti di festa collettiva, dove le barriere tra residenti e visitatori si dissolvono nella gioia condivisa.
Le mostre artistiche e le serate musicali offrono occasioni di arricchimento culturale che dimostrano come anche un piccolo borgo possa essere centro di vita intellettuale vivace. Questi eventi, spesso organizzati dalle numerose associazioni locali, rafforzano il senso di appartenenza della comunità e rendono Lesa un luogo di vitalità autentica.
La gastronomia: dove lago e terra si incontrano
La cucina lesiana è una sintesi perfetta tra i sapori del lago e quelli dell’entroterra piemontese-lombardo, dove ogni piatto racconta la storia di un territorio e delle persone che lo hanno abitato. I pesci del Verbano sono ancora pescati secondo tecniche tradizionali che si tramandano di padre in figlio: le “reti volanti” calate all’imbrunire e ritirate all’alba portano sulle tavole coregoni, persici e alborelle dalla freschezza incomparabile.
I tagliolini con bottarga di lavarello rappresentano l’incontro più raffinato tra la tradizione pastaia piemontese e i sapori del lago. La bottarga, ottenuta dalle uova del coregone essiccate e ridotte in polvere nel rispetto dei cicli riproduttivi, crea un condimento dal gusto unico che racconta il rapporto rispettoso tra uomo e natura.
I risotti dominano la tavola lesiana in tutte le stagioni: da quello classico con pesce persico a quello più rustical con fagioli e verdure di stagione, ogni preparazione esalta i prodotti del territorio. La polenta, regina della cucina montana, trova qui espressioni uniche come la “polenta e bruscit” o la “polenta concia”, piatti che scaldano l’anima nelle giornate più fredde.
Il territorio offre anche eccellenze casearie come la Toma del Mottarone, formaggio d’alpeggio che stagiona nelle malghe sviluppando sapori intensi, e dalla vicina sponda lombarda arriva la Formaggella del Luinese DOP, unica denominazione d’origine protetta prodotta con latte crudo di capra secondo tradizioni cinquecentesche.
Un clima che coccola l’anima
Lesa è caratterizzata da un clima mite favorito dall’influenza benefica del lago: le temperature sono dolci sia in inverno che in estate, rendendo piacevole la permanenza in ogni stagione dell’anno. L’aria pulita, i colori intensi dell’acqua e del cielo, le brezze leggere che accarezzano il borgo sono elementi costanti che contribuiscono a creare quell’atmosfera di benessere che chi visita Lesa porta con sé come un dono prezioso.
La vita qui scorre con ritmi lenti, segnati dalle usanze contadine ancora vive nelle frazioni collinari e da attività legate alla gestione sostenibile del territorio. La popolazione residente ha scelto consapevolmente la tranquillità tipicamente lacustre, arricchita da una vivace attività associativa che mantiene vivo il tessuto sociale: Pro Loco, CRI, Alpini, gruppi sportivi e culturali lavorano insieme per preservare e valorizzare l’identità del borgo.
L’ambiente lacustre: un laboratorio di biodiversità
L’ecosistema del Lago Maggiore intorno a Lesa rappresenta un patrimonio di biodiversità straordinario. Le acque oligotrofiche del Verbano – 37,5 miliardi di metri cubi distribuiti su 212 chilometri quadrati – creano condizioni uniche per la vita acquatica. L’incubatoio ittico di Solcio, con la sua produzione di 400.000 avannotti annuali di trota fario e marmorata, è un esempio concreto di come la conservazione possa integrarsi nella vita economica della comunità.
L’avifauna lacustre offre spettacoli naturali che cambiano con le stagioni: aironi cenerini, cormorani, svassi e numerose specie di anatre trovano rifugio tra i canneti e le bordure lacustri. Per gli appassionati di birdwatching, le prime ore del mattino e il tramonto offrono opportunità uniche di osservazione in un ambiente ancora preservato dalla frenesia moderna.
Sostenibilità come stile di vita
Lesa rappresenta un modello virtuoso di turismo sostenibile che altre destinazioni potrebbero emulare. La scelta di valorizzare i prodotti locali, di mantenere vive le tradizioni autentiche senza folclorizzarle, di investire in percorsi naturalistici ben segnalati e di utilizzare la tecnologia per arricchire l’esperienza senza snaturarla dimostra una visione lungimirante dello sviluppo territoriale.
La rete sentieristica ben mantenuta permette una fruizione rispettosa dell’ambiente naturale, mentre i collegamenti con i trasporti pubblici incentivano modalità di visita sostenibili. Il borgo è servito dalla ferrovia che collega Milano a Domodossola e da autobus che permettono di esplorare tutto il territorio lacustre senza utilizzare l’automobile privata.
Un invito alla scoperta lenta
Visitare Lesa significa scegliere l’autenticità sull’artificio, il tempo della contemplazione sulla fretta del consumo turistico. È un borgo che premia chi sa fermarsi, ascoltare il silenzio del lago all’alba, osservare i riflessi dorati del tramonto sulle acque del Verbano, conversare con i pescatori che riparano le reti seguendo gesti immutabili nel tempo.
Ogni stagione rivela volti diversi di questa bellezza: la primavera con le fioriture spettacolari delle azalee, l’estate con i bagni nel lago e le serate sul lungolago, l’autunno con il foliage dei castagneti e il profumo delle castagne che si arrostiscono, l’inverno con i panorami cristallini e l’atmosfera raccolta che invita alla riflessione.
Le persone di Lesa sono il vero tesoro di questo territorio: artigiani che mantengono vive tecniche tradizionali, volontari che dedicano tempo ed energie per mantenere bella e accogliente la loro comunità, anziani che tramandano storie e dialetti, giovani che scelgono di rimanere o tornare portando innovazione nel rispetto della tradizione.
Lesa è molto più che una semplice località di villeggiatura: è un piccolo universo in cui si abbracciano memoria, natura, arte e vita quotidiana. È un invito a una scoperta lenta e appassionata, tra le acque limpide del Lago Maggiore e il verde senza tempo delle sue colline. Un luogo dove il tempo sembra rallentare e ogni scorcio racconta una storia, dove la modernità si intreccia con il rispetto della tradizione per offrire ai visitatori un’esperienza di vita autentica che dura ben oltre il tempo della visita.
Venite a Lesa con spirito aperto e cuore disponibile: questo borgo sa essere se stesso senza fronzoli, ha scelto la qualità sulla quantità, l’accoglienza sincera sull’ospitalità commerciale. È un luogo dove ritrovare il senso del tempo, la gioia della condivisione e il piacere della scoperta consapevole, un modello di comunità che dimostra come sia possibile vivere in armonia con la natura preservando la propria identità nel mondo contemporaneo.














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